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La ruspa non è poi una cattiva idea

Sapete, ultimamente mi sono scoperto molto intollerante. Un po’ al lattosio e particolarmente al polline, ma principalmente alle persone (quelle definibili come stronzi, eh, mica sono gratuitamente misantropo*).

Ho appena eliminato quattro amici da quella meravigliosa piazza virtuale nota come Facebook. Che poi amici è un parolone. Conoscenti o poco meno. Gente intravista per i corridoi del liceo, al bancone dei peggiori bar di Caracas o nelle sale d’attesa di qualche medico.

Queste persone (vorrei scrivere stronzi, ma io sono una persona civile, e anche se sono stronzi non userò la parola stronzi, per quanto siano effettivamente stronzi) hanno semplicemente condiviso dei post. Parole, vignette, citazioni. Idee. Semplici e banalissime idee.

Sapete bene quanto sia importante per me la libertà di espressione. Sono del parere che ogni persona al mondo debba avere il sacrosanto diritto di pensare ciò che vuole e rendere partecipe il prossimo di ciò che gli frulla nella testa.
Alcuni esercitano questo diritto vomitando stronzate (essendo stronzi, per l’appunto) insensate e stupide, concetti che in un’altra epoca, in un altro stato, in un universo parallelo dove vorrei trasferirmi, non potrebbero mai essere generati da un essere dotato di un cervello pensante.

Io ho ufficialmente deciso di esercitare il mio sacrosanto diritto di eliminare dal mio campo sensoriale tutte queste idee – che poi si limitano a slogan e frasi fatte: le persone (gli stronzi) non hanno mica il tempo di riflettere davvero.

Ebbene sì, da oggi ho deciso di abbracciare proprio uno di questi slogan e passare una bellissima, giallissima e grandissima ruspa sui miei contatti social. Non ho più voglia di combattere contro i mulini a vento che macinano violenza. Mi sono stancato di portare avanti crociate a favore del buonsenso. Tanto siete nati stronzi e stronzi creperete. Per quanto uno possa spruzzare il profumo su uno stronzo, lo stronzo continuerà a puzzare di merda. E io sono coprofobo (che non è quella cosa di cui soffriva Gianni Morandi prima della promozione a Venerabilissimo della rete, ma tutto il contrario).

Per riassumere tutto ciò che mi trasforma in un mostro petulante e misantropo*, ho deciso di fare una lista di categorie di stronzi. Se vi ci ritrovate non vi ho eliminati per sbaglio. Sappiate che in un altro mondo parallelo (non quello di prima, ma uno in cui sono un violento bastardo del Nord senza onore e senza morale) vi eliminerei dalla faccia della terra. E prima farei in modo di godere di ogni tortura che potrei infliggervi. Vi regalerei la voglia di vivere di Sansa Stark e la sindrome da stress post-traumatico di Theon Greyjoy (che comunque, ora lo dico, si merita tutto ciò che gli è successo e anche di più).

Ecco qua la mia lista nera:

  • Quelli che iniziano le frasi con “Io non sono razzista, ma”. L’unica frase corretta è “Io non sono razzista”, e poi ci va il punto. Se metti il ma sei razzista. Punto. E no, non vanno aiutati a Casaloro, quello stato immaginario in cui vorreste confinare tutti quelli nati dalla Calabria in giù. Fate schifo come esseri umani. Punto.
  • Omofobi, di qualsiasi grado. Ebbene sì, esistono vari gradi di omofobia. Ci sono quelli che “facciano le cose sotto le coperte, ma non davanti ai bambini“, quelli che “io sono per le coppie di fatto, ma il matrimonio appartiene alla famiglia tradizionale”, quelli che “il matrimonio sì, ma un bambino ha bisogno di un padre e una madre” e, ovviamente, il classico e sempreverde “a me fanno schifo i froci”. Tanto poi siete quelli che sentono uno strano prurito negli spogliatoi, dopo la partita di calcetto.
  • Cattolici cagacazzi di dubbia moralità. Fra i contatti ho alcuni preti e almeno una suora. Vi posso assicurare che sono fra le persone migliori che conosca. Abbiamo idee ovviamente contrastanti, ma mi fa sempre piacere leggerli. Sono aperti al dialogo e sono capaci di argomentare ogni singolo concetto che esprimono. Poi esistono al mondo quelli che sentono il bisogno di sbatterti in faccia una presunta superiorità morale per il fatto che la domenica vanno sempre a messa. Ci sono pure quelli che “io non sono praticante, ma”, ma esprimerò ciò che penso di questa gente in altra sede. C’è una frase che è sempre valida. Non ne conosco l’autore (anzi, vi prego di indicarmelo eventualmente): “La religione è come un pene. È bello averne uno/a, è bello esserne fieri, però è meglio non sventolarlo/a davanti a tutti e non va messo/a in bocca ai bambini”. Ecco, mi sono stancato di vedere le vostre ricche seghe spiattellate sulla mia bacheca. Ricordatevi che esiste il peccato della superbia.
  • Fascisti, dichiaratamente tali o inconsapevoli. E fra questi sono compresi i sostenitori di Salvini, Meloni e un grandissimo zoccolo duro di fan di Peppone nazionale.
  • Quelli che pubblicano link di “Lo Sai…?”, “Tze-tze”, “Dimissioni e tutti a casa”. Me state sul cazzo. Siete ignoranti.
  • Quelli che sono convinti che un tumore si possa curare con il bicarbonato, che le case farmaceutiche abbiano ordito un gombloddoh contro l’umanità, che l’HIV sia una barzelletta inventata dai rettiliani e che esistano panacee a base di zollette di zucchero e fiori miracolosi.

Esistono tanti altri contenuti che mi infastidiscono, ma che sono disposto – per ora – a tollerare. Beninteso: visto che non siamo nel mondo parallelo in cui diventerò il Guardiano del Nord, salvo casi estremi, non vi toglierò il saluto e non vi attaccherò fisicamente. Semplicemente non voglio vedere i vostri contenuti – specie quelli conditi da frasi violente** – non voglio attaccarvi pipponi e vi considero degli stronzi. Ma so che, in larga parte, non è colpa vostra se siete stati cagati male.

Detto ciò, buona vita a tutti. We are of peace, always. Ruspa sociale a tutti.

* In realtà sono misantropo 20 ore al giorno, anche durante la fase REM. Le restanti quattro le passo a guardare video di gattini.
** Ok, sono stato violentissimo in questo post, me ne rendo conto. Ma è sempre una violenza che ha luogo in un universo parallelo, non in questo mondo fatto da poveri cristi che voi vorreste vedere spazzati via, impiccati, uccisi per il solo motivo di esistere. Non posso giustificare questo tipo di violenza.