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Recensione letteraria #1: “Non farti fregare di nuovo” di Alessandra Perna

(Ho deciso di riprendere una bella abitudine, persa quando ho abbandonato il vecchio blog: dare consigli letterari a tutti gli amici che vorranno leggerli, sotto forma di recensioni e opinioni non richieste sugli ultimi tomi letti.)

Non farti fregare di nuovo è la prima opera di Alessandra Perna, in uscita a breve per Habanero, casa editrice indipendente.

Dovrei riportare la biografia di Alessandra. Potrei dirvi che è il cuore sanguinante dei Luminal, forse l’ultimo gruppo punk della scena romana. Potrei dirvi che scrive per alcune testate. Potrei dirvi che è una lomografa. Ma queste informazioni le trovate su Google.

Vorrei invece raccontarvi di un essere umano dotato di un fascino magnetico, quello che solo le persone meravigliosamente complicate possiedono. Un individuo di difficile categorizzazione. Un giorno è affettuosa, scherza e ride di gusto. Il giorno dopo trasfigura se stessa e diventa un’onnipotente ninfa, sensuale e incazzata, che domina i palchi, sicura e severa. Poi la vedi seduta sul ciglio della strada – occhi bassi, eye-liner colato – e la sua fragilità ti investe a 300 km/h. Generalmente ha la faccia da stronza, quella che solo un altro introverso riesce a interpretare e capire. Quella di una persona che dentro ha un universo pronto a esplodere, che ha cento pensieri al secondo e non riesce a metterli a fuoco.
La faccia di un’artista, insomma. Anche se penso non gradisca questo titolo.

Prendete queste parole come un delirio, una polaroid che non dice niente del soggetto immortalato. Ma se siete riusciti a capirle, forse vi daranno qualche elemento utile per entrare in questo libro.

Non farti fregare di nuovo è un’antologia di racconti brevi. Piccoli aneddoti che spesso iniziano come una barzelletta, e si evolvono come un tumore fulminante. Ventisette “Conversazioni” da leggere in un fiato, perfette per essere interpretate a teatro in forma di monologhi.

Ci sono storie di vita vissuta, personaggi strozzati dalla paralisi della scelta, incapaci di amare e vivere, costretti dalla morale cattolica, o semplicemente dalla morale. Ci sono miti arcaici e cosmogonie, dèi annoiati che lottano senza apparente motivo. Ci sono incubi ricorrenti che schiacciano i sognatori, costretti nel loop infernale della mediocrità.

E c’è tanta verità, che ti viene crudelmente sbattuta in faccia.

Quando leggo un libro visualizzo sempre un film nella mia testa. Questa volta il casting è stato difficile, perché nessuna agenzia sponsorizzerebbe attori così splendidamente normali. La fotografia, i colori, le ambientazioni sono invece vivide nella mia testa: è un film che si snoda fra neorealismo e b-movie, girato su pellicola in luoghi squallidi, spogli, o staticamente persi nell’ipocrisia dell’estetica.

Questo, ovviamente, è ciò che ha visto la mia mente, ed è tutto soggettivo. Ciò che invece ha partorito Alessandra Perna è un titolo vario, critico, a volte enigmatico. Sempre crudo, mai pesante. Scivola via in un’ora, 60 minuti in cui ti viene una fitta al cuore. Durante la lettura ho pensato di aver provato le stesse sensazioni solo con Sofocle. Qualche pagina dopo è apparso proprio lui nell’episodio “Vittime di una conversazione”. Lo spirito della tragedia greca – quello dell’incidente che si consuma davanti ai tuoi occhi a rallentatore mentre sei uno spettatore impotente – è un po’ il sentimento che si respira fra queste pagine. Aggiungete però un pizzico di splatter fulciano, condito con la forza reazionaria di Giovanni Testori.

Non farti fregare di nuovo è pieno di personaggi squallidi, disprezzabili. Eppure non riesci a non immedesimarti in loro, sentendoti complice – sentendoti sporco. I personaggi femminili sembrano funzionare meglio durante la lettura, ma mentre scrivo questa recensione ho in testa i protagonisti di “Conversazione sull’ossessione” e “Conversazione sulla dipendenza”: maschi che ti rimangono impressi per quanto ti hanno fatto schifo. E ti hanno fatto schifo perché rappresentano tutto ciò che, ti è stato detto, non devi essere mai.

Le donne sembrano legate dalla critica nella critica. In una società dominata dal patriarcato cattolico, sono fantasmi, con una grande voglia di rinascita e una volontà talmente debole da farle nascondere in se stesse, piegate dal peso delle proprie incapacità, usate dal mondo che le getta via quando non servono più (“Conversazione sull’altare”, “Conversazione commerciale”). Qualcuno potrebbe tacciare la Perna di misoginia per questo. Penso invece che abbia descritto perfettamente un gap generazionale, o forse sociale, giudicando, senza troppa bontà, quelle donne che da vittime diventano carnefici di un intero genere, legate a princìpi che spesso riescono ad analizzare lucidamente e dei quali vorrebbero liberarsi, ma che hanno paura di abbandonare. In quest’ottica si legge perfettamente il potenziale di queste donne, che nessun personaggio maschile raggiunge.

Ma queste sono solo pippe mentali e dietrologia spicciola. La scrittura non è un esercizio razionale, e penso che Alessandra, come qualsiasi altro autore, non volesse certo stilare un trattato di sociologia. Ha solo creato un mondo popolato da personaggi, alcuni più sgradevoli di altri, che vivono le proprie vite senza chiedere al lettore di essere compatiti o perdonati.

Se volete regalarvi una bella lettura, in bilico fra lucidità e follia onirica, cercate questo libro appena uscirà in libreria. Fare questo viaggio all’inferno è un’avventura che mi sento di consigliare a tutti quelli che sono stanchi della solita narrativa, che mal sopportano il barocco e pretendono un po’ di verità. State solo attenti a ciò che desiderate, perché potrebbe avverarsi. E farvi male. In alternativa potreste regalarlo a vostra suocera, quella bigotta rompicoglioni, e vedere la sua reazione.

Non farti fregare di nuovo di Alessandra Perna (Habanero edizioni).

Formato cartaceo (brossura, 100 pagine): €13

Tempo lettura: 1h circa

Consigliato: assolutamente sì