Senza titolo-1

Un suricato grasso e brutto di nome Adinolfi

I suricati (meglio noti come i “Timon-Del-Re-Leone”) vivono in colonie nelle quali solo una coppia alfa è abilitata alla riproduzione. E al genocidio. Ah, la famiglia tradizionale…

Se una coppia beta mette al mondo dei pargoli, la femmina alfa massacra i piccoli bastardi uno per volta, con immane violenza e, suppongo, intonando inni alla primavera e al Führer.
La stronza, non soddisfatta, proporrà dunque alla femmina beta due alternative: l’esilio dalla colonia (e avere l’aspettativa di vita di un surigatto in tangenziale) o la schiavitù.
So che siete intelligenti e avrete già capito che la vita delle puerpere della savana è abbastanza infame, ma per amor di cronaca vi descriverò anche la mansione principale delle schiave: allattare e crescere i figli della coppia alfa. D’altronde, non è che abbiano figli propri di cui prendersi cura…

Ora seguitemi bene: da qui le cose si faranno complicate e vi farò entrare dentro la mia testa, perché leggendo questo appassionante studio di violenza e psicopatia ho avuto un’epifania.

Immaginate con me che nell’esotica Namibia, ogni mattina, un suricato grasso e brutto di nome Adinolfi si alzi sulle due zampette per squittire in favore della famiglia tradizionale, quella composta da un maschio alfa e una femmina alfa sociopatica e infanticida, e dalle balie a loro legate da una strage erodiana.

Eppure, per quanto antipatico, il suricato grasso e brutto di nome Adinolfi, per difendere la famiglia tradizionale, avrebbe dalla sua un argomento molto solido rispetto alla sua controparte (sub)umana: la Natura – scritta in maiuscolo, perché spacciata per entità senziente e permalosa alla quale non fare mai torti.

Questo viaggio nell’Africa selvaggia insomma mi serve per (riba)dire un concetto fondamentale.
A me fottesega delle vostre idee riguardo famiglia tradizionale, suricati, gender, aborto e sull’annosa questione “sono più buoni i papassini con la glassa o senza?”.

La questione di fondo è che andare contro Natura (‘sta stronza), non solo è sacrosanto, ma fa parte del nostro essere umani e del nostro essere al mondo per plasmarlo a nostro piacimento. Guardatevi intorno: quanto, di ciò che vedete, è spuntato in mezzo a un prato? Il concetto stesso di vestito va contro Natura (sempre lei). Così come quello di letto, cucina, lampada, spazzolino, bidet. Eppure non mi sembra ci siano in giro tanti comitati a favore dei tarzanelli tradizionali…

Tralascio tutto il discorso sulla non-esistenza della famiglia tradizionale al di fuori delle pubblicità Mulino Bianco e sulla conformità dell’omosessualità con l’ordine naturale delle cose. Sono argomenti sprecati. Preferisco parlare di suricati per chiedervi di dire, senza vergogna, “sono un omofobo del cazzo e non ho mai letto un solo saggio scientifico, quindi mi diverto a sparare minchiate” e “sono cresciuto plagiato dalle suore e, nonostante mi piaccia bestemmiare a giorni alterni, la paura dell’Aldilà è talmente radicata nella mia psiche che ho bisogno di combattere cause perse per sentirmi in pace con la coscienza”.
Ecco, dite questo. Ma smettetela di parlare di Natura, che ormai si sarà pure un po’ rotta le palle.

Morale della favola: i suricati mi stanno sul cazzo, ma non quanto voi, che comunque mi state sul cazzo meno di Adinolfi.
E i papassini sono più buoni senza glassa.

  • Carlotta

    Preferisco i papassini con la glassa, ma sul resto condivido. Un bacione 😉 Carlotta

    • just__mi

      Ma noooo! Sono IL Male! Ahahahah 😀